La traviata

Acquista biglietti
Giugno 2023
Lu
Ma
Me
Gi
Ve
Sa
Do

Trama

 

Atto I

(Scena I, Scena II, Scena III, Scena IV)

Dopo un profondo e toccante preludio, il sipario si apre mostrando un elegante salone della casa parigina di Violetta Valery, dove lei, donna di mondo, attende gli invitati. Violetta saluta tra gli altri, Flora Bervoix e il visconte Gastone de Letorières, che le presenta Alfredo Germont, spiegandole che è un suo grande ammiratore e che durante la sua recente malattia si era recato spesso nella sua casa per ricevere notizie. Dopo aver chiesto spiegazioni per il comportamento ammirevole di Alfredo, Violetta rimprovera il suo protettore, il Barone Douphol, di non aver avuto la stessa sollecitudine del giovane; il Barone, irritato, mostra il suo disappunto a Flora. Poco dopo Violetta, propone un brindisi, al quale si unisce subito Alfredo, seguito dagli altri invitati, che cantano gioiosamente le lodi del vino e dell'amore.

Si ode quindi della musica provenire dalle altre stanze; Violetta invita gli ospiti a recarsi nella sala accanto. Uscendo, però, si sente male. Sedendosi, invita gli ospiti ad avviarsi e promette di raggiungerli subito. Guardandosi allo specchio, Violetta nota il suo pallore e allo stesso tempo si accorge di Alfredo, che si è trattenuto ad aspettarla. Egli la rimprovera per aver trascurato la sua salute e poi confessa di amarla. Colpita, Violetta chiede da quanto egli l'ammiri. Alfredo risponde che l'ama da un anno, dalla prima volta in cui l'ha vista felice. Incapace di provare vero amore, Violetta propone una semplice amicizia, ma quando Alfredo sta per allontanarsi gli porge un fiore, invitando il giovane a riportarglielo il giorno seguente. Alfredo si allontana felice. Intanto giungono dalla stanza vicina gli ospiti che prendono congedo da Violetta, ringraziandola per la bella e allegra serata. Ormai sola, Violetta nota con incredibile sorpresa che le parole di Alfredo l'hanno scossa. Incerta, decide infine di continuare a vivere come ha sempre fatto, come una cortigiana e di rinunciare ad essere finalmente amata seriamente.

 

Atto II

(Scena I, Scena II, Scena III, Scena IV, Scena V, Scena VI, Scena VII, Scena VIII, Scena IX, Scena X, Scena XI, Scena XII, Scena XIII, Scena XIV, Scena XV)

Quadro I

Alfredo è contento della sua vita con Violetta (De' miei bollenti spiriti), quando sopraggiunge Annina, la domestica di lei. Interrogata da Alfredo, ella ammette di essere stata a Parigi per vendere tutti i beni della sua padrona coi quali poter pagare le spese di mantenimento della casa. La somma ammonta a 1.000 luigi e Alfredo promette di andare lui stesso a sistemare gli affari e raccomanda ad Annina di non far parola del loro dialogo con Violetta. Una volta solo, Alfredo si incolpa per la situazione finanziaria (Oh mio rimorso! Oh infamia!)

Violetta entra in scena ed il suo cameriere, Giuseppe, le porge una lettera di invito per quella sera ad una festa presso il palazzo di Flora. Subito dopo Giuseppe annuncia la visita di un signore. Violetta ordina di farlo entrare, credendolo il suo avvocato. È invece Giorgio Germont, il padre di Alfredo, che l'accusa duramente di voler spogliare Alfredo delle sue ricchezze. Violetta allora gli mostra i documenti che provano la vendita di ogni suo avere per mantenere l'amante presso di lei ed il vecchio signore capisce la situazione. Pur convinto dell'amore che lega Violetta al figlio, egli le chiede un sacrificio per salvare il futuro dei suoi due figli. Germont spiega che ha anche una figlia e che Alfredo, se non torna subito a casa, rischia di mettere in pericolo il matrimonio della sorella (Pura siccome un angelo). Violetta così propone di allontanarsi per un certo periodo da Alfredo; ma non basta e il vecchio Germont le chiede di abbandonarlo per sempre. Violetta, senza parenti né amici e provata dalla tisi, non può accettare. Germont le fa allora notare che quando il tempo avrà cancellato la sua avvenenza (Un dì quando le veneri), Alfredo si stancherà di lei, che non potrà trarre nessun conforto, non essendo la loro unione benedetta dal cielo. Stremata, Violetta accetta di lasciare Alfredo.

Rimasta sola, Violetta scrive dapprima al barone Douphol, poi ad Alfredo per annunciargli la sua decisione di lasciarlo; non appena terminata la lettera, Alfredo entra agitato perché ha saputo della presenza del padre. Propone a Violetta di andare a conoscerlo ma lei, dopo essersi fatta giurare l'amore di Alfredo (Amami Alfredo), fugge. Alfredo si insospettisce della fuga di Violetta, e riceve la lettera (dal cocchio in partenza) che lei poco prima stava scrivendo. "Alfredo, al giungervi di questo foglio..." è quanto legge e quanto basta per fargli capire che Violetta lo ha lasciato. Quando vede l'invito di Flora sul tavolo, capisce che Violetta è alla festa, e, infuriato, decide di recarvisi anche lui, nonostante le suppliche del padre (Di Provenza il mar, il suol).

Quadro II

Alla festa a casa di Flora Bervoix si vocifera della separazione di Violetta e Alfredo. Durante i festeggiamenti per il carnevale, Alfredo arriva per cercare Violetta, e successivamente Violetta arriva accompagnata dal barone. Alfredo, giocando, insulta in modo indiretto Violetta, scatenando l'ira del barone, che lo sfida ad una partita di carte. Il barone perde ed Alfredo incassa una grande somma. Violetta chiede un colloquio con Alfredo, durante il quale lo supplica di andare via e, mentendogli, dice di essere innamorata del Barone. Alfredo, sdegnato, chiama tutti gli invitati (Or testimon vi chiamo che qui pagata io l'ho), e getta una borsa di denaro ai piedi di Violetta, che sviene in braccio a Flora. Tutti inveiscono contro Alfredo, e arriva il padre che lo rimprovera del fatto. Il barone decide di sfidare a duello Alfredo. Alfredo è innamorato di Violetta che a sua volta dichiara di amarlo.

 

Atto III

(Scena I, Scena II, Scena III, Scena IV, Scena V, Scena VI, Scena ultima)

La scena si svolge nella camera da letto di Violetta. La tisi si fa più acuta e ormai il dottor Grenvil rivela ad Annina che Violetta è in fin di vita (La tisi non le accorda che poche ore). Violetta, sola nella sua stanza, rilegge una lettera che custodiva vicino al petto, nella quale Giorgio Germont la informava di aver rivelato la verità ad Alfredo e che il suo amato, in viaggio in un paese lontano, sta tornando da lei. Verdi accompagna il parlato della protagonista con un violino solista che accenna il canto d'amore di Alfredo del primo atto Di quell'amor ch'è palpito. Violetta sa che è troppo tardi ed esprime la sua disillusione nella romanza Addio, del passato bei sogni ridenti.

Per contrasto, all'esterno impazza il carnevale. Annina porta una buona notizia: è arrivato Alfredo, che entra, abbraccia Violetta e le promette di portarla con sé lontano da Parigi (Parigi, o cara...). Giunge anche Giorgio Germont, che finalmente manifesta il suo rimorso. Violetta chiama a sé Alfredo e gli lascia un medaglione con la sua immagine, chiedendogli di ricordarsi sempre di lei. Per un momento Violetta sembra riacquistare le forze, si alza dal letto, ma subito cade morta sul canapè.

Programma e cast

Galleria fotografica
Alena Klenková
© Alena Klenková
Alena Klenková
© Alena Klenková
Alena Klenková
© Alena Klenková

Teatro Nazionale Slovacco - SND, nuovo edificio

Il nuovo edificio del Teatro Nazionale Slovacco è stato progettato dagli architetti Martin Kusý, Pavol Paňák e Peter Bauer. La loro proposta ha vinto il concorso che ha riunito cinquantatre progetti. L'edificio si estende su sette piani. Ospita oltre duemila stanze e tre sale principali (il palcoscenico dell'Opera e del Balletto, il palcoscenico teatrale e lo studio). L'edificio ospita anche un ristorante da 1.200 posti a sedere, una discoteca, un bar, un caffè, un libresso e una cucina.

L'atmosfera nobile dell'edificio è ulteriormente valorizzata da una serie di opere d'arte all'aperto e all'interno. La fontana di Alexander Biľkovič, Iľja Skoček e Pavol Bauer si trova nel cortile d'onore. L'atrio d'ingresso vanta la Primavera dell'architetto Pavol Bauer e del pittore Dušan Buřil. Lo splendore della facciata è ulteriormente esaltato dalla cascata di Peter Roller e dalle due torri dell'architetto Pavol Bauer. Oltre a queste opere che fanno parte dell'edificio, gli spazi interni sono spesso decorati con costumi teatrali e mostre.

Il nuovo edificio SND è stato inaugurato il 14 aprile 2007 alle ore 19.00. Alla cerimonia di apertura hanno partecipato l'allora presidente della Slovacchia Ivan Gašparovič e il ministro della cultura Marek Maďarič.


Come arrivare

Il locale è aperto ai visitatori un'ora prima dell'inizio dello spettacolo.


IN AUTO 

I visitatori di qualsiasi spettacolo SND sono invitati a parcheggiare gratuitamente nel parcheggio adiacente al teatro.


TRASPORTO PUBBLICO 

Le linee di trasporto pubblico che portano all'SND sono le linee di autobus n. 28, 50, 70, 78, 88, 88, 95, 133, 801 e le linee di tram n. 2, 4, 5 e 6 che fermano in piazza Šafárikovo námestie, nonché la linea filobus n. 210.

Autobus

Fermata dell'autobus SND New Building (adiacente al SD New Building):
Linea autobus n. 28
Linea autobus n. 133
Linea bus n. 801 (linea bus internazionale)

Fermata autobus Landererova (adiacente al nuovo edificio SND): 
Linea autobus n. 50 (dalla direzione OD Slimák)
Linea autobus n. 88
Linea autobus n. 95

Fermata dell'autobus Malá scéna (raggiungibile a piedi):
Linea autobus n. 70
Linea autobus n. 78

Linea autobus n. 50 (in direzione dell'Aupark)
Linea autobus n. 28 (anche per la fermata dell'autobus SND New Building / Nová budova SND)
Linea autobus n. 95 (anche per la fermata Landererova)
Linea autobus n. 133 (anche per la fermata SND New Building / Nová budova SND).


I tram: 
Fermata del tram Šafárikovo námestie (raggiungibile a piedi)

Linee di tram n. 2, 4, 5 e 6 (possibilità di trasferimento alle linee di autobus n. 95 - fermata Malá scéna e/o Landererova, n. 78 - fermata Malá scéna).


Filobus:
Fermata Nová budova SND/ SND Nuovo Edificio (adiacente al Nuovo Edificio SND):

Fermata filobus Ni 210 (in direzione stazione principale/ Hlavná stanica Bratislava - fermata Nová budova SND ( SND New Building)

Eventi correlati